Recensioni, Romanzi

Less – Andrew Sean Greer

Finalmente, dopo una pausa fin troppo lunga, torno con una nuova recensione! Oggi voglio parlarvi della mia ultima lettura: Less di Andrew Sean Greer, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa 2018.

La trama del romanzo in breve (dalla scheda del libro): Problema: sei uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant’anni. Il tuo ex fidanzato, cui sei stato legato per nove anni, sta per sposare un altro. Non puoi andare al suo matrimonio, sarebbe troppo strano, e non puoi rifiutare, sembrerebbe una sconfitta. Sulla tua scrivania intanto languono una serie di improbabili inviti da festival ed editori di tutto il mondo. Domanda: come puoi risolvere entrambi i problemi? Soluzione: accetti tutti gli inviti, se sei Arthur Less. Inizia così una specie di folle e fantasioso giro del mondo in 80 giorni che porterà Less in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone, riuscendo a frapporre migliaia di chilometri tra lui e i problemi che si rifiuta di affrontare. Cosa potrebbe andare storto? Tanto per cominciare, Arthur rischierà di innamorarsi a Parigi e di morire a Berlino, sfuggirà per un pelo a una tempesta di sabbia in Marocco e arriverà in Giappone troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. In un giorno e in un luogo imprecisati, Less compirà i fatidici cinquant’anni: questa seconda fase della vita gli arriverà addosso come un missile, trascinando con sé il suo primo amore e anche l’ultimo.

“Less” di Andrew Sean Greer, edito La nave di Teseo.

Aspettative su questo romanzo? Altissime. Delusione? Parecchia. Attenzione, non posso dire che non mi sia piaciuto, perché si è comunque rivelato una lettura gradevole e leggera, ma di certo non mi ha lasciato granché e non diventerà mai uno dei miei libri del cuore. Perché? Innanzitutto ho avuto enormi difficoltà a empatizzare col protagonista, la cui storia viene raccontata dalla voce di un narratore la cui identità sarà svelata solo nelle ultime pagine e che mi è sembrato tremendamente anonimo e amorfo. So che in parte questo è voluto, e che Less è un personaggio che fin dal cognome non pretende di essere niente di eccezionale, che è sempre “da meno” degli altri e che vive una vita ordinaria, però…probabilmente sarebbe bastato poco per conferirgli quel minimo di personalità in più che non avrebbe certo guastato.

Le sue peregrinazioni lo portano a incontrare culture e persone diversissime da lui, eppure non sembra trarne nessun insegnamento, concentrato com’è sui ricordi e sulle mille paranoie che affollano la sua mente. Il viaggio diventa più una scusa per una serie di siparietti comici (la preparazione della valigia con un vestito per ogni paese, le difficoltà con le lingue e così via) che mi hanno strappato un sorriso, sì, ma non mi rimarranno certamente impressi. Più interessanti sono alcune riflessioni dal sapore agrodolce sui temi dell’amore e della vecchiaia, che però a parer mio sono rese un po’ meno credibili dal contesto entro il quale sono state inserite. Se infatti è plausibile che un personaggio si interroghi su queste tematiche o che magari ne parli con un amico nel corso di un confronto piuttosto “intimo”, è meno realistico pensare che un conoscente, incontrato per caso durante una festa nel corso di un viaggio, prenda da parte il personaggio per fargli lunghi discorsi sulla vita, sui sentimenti e sulla difficoltà di accettare l’avanzare dell’età.

“Ma sappiamo benissimo che il grande amore della vita non esiste. L’amore non è una cosa estrema come quella (il colpo di fulmine). E’ portare fuori il cazzo di cane così l’altro può continuare a dormire, è fare la dichiarazione dei redditi, è pulire il bagno senza prendersela. E’ avere un alleato nella vita. Non è fuoco né fiamme né fulmini.”

La cosa forse più interessante e apprezzabile del romanzo è la “normalizzazione” dell’omosessualità. Arthur vive le sue storie e le racconta senza alcun vittimismo, senza concentrarsi su problematiche come la discriminazione o il bullismo, con la stessa naturalezza con cui, di solito, vengono raccontate le storie eterosessuali, e trovo che questo dia un messaggio molto forte e molto positivo ai lettori. Altro elemento vincente è sicuramente lo stile dell’autore, capace di spaziare tra più registri (serietà, comicità, lirismo) e più linguaggi senza mai perdere di efficacia. Leggere Less mi ha permesso, se non altro, di vivere un primo approccio con uno scrittore di cui intuisco il grande talento, per cui sicuramente leggerò altro di Greer.

Giudizio complessivo? Direi 3/5 stelline.

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